Non esiste un percorso di studi ufficiale per la mia formazione.
Quando chi mi conosce incontra qualcun altro che mi conosce e parlano di me, riescono a capirsi soltanto per via del nome: le persone che descrivono sono diversissime.
Qualcuno crede mi occupi di sicurezza nei locali e faccia la guardia del corpo, perché ho passato dodici anni sul campo a studiare le dinamiche del combattimento umano senza regole lavorando in questo settore.
Qualcuno si riferisce a me come ad una persona dedita allo studio ed all'insegnamento delle più evolute forme di street fighting, perchè ho passato vent'anni a studiare arti marziali e moderne soluzioni di combattimento realistico, prima di creare un mio sistema basato sulla riscoperta dell'istinto di combattimento attraverso il gioco, come i cuccioli delle altre specie predatorie.
Altri mi considerano un topo di biblioteca, e si stupiscono di come possa mantenere una buona forma fisica studiando come un assetato nel deserto berrebbe acqua. Costoro mi hanno visto spendere tutto ciò che avevo, regolarmente e senza rimorsi, in libri e corsi. E mi hanno visto sempre uguale da quando ero bambino ed andavo male a scuola perché troppo impegnato a studiare ciò che mi interessava per poter fare i compiti.
Altri pensano sia un animatore, un fotomodello, un istruttore di palestra ed altro ancora. Essi mi hanno conosciuto per anni in queste mie vesti.
Ci sono poi altre persone che parlando di me descrivono un imprenditore, un consulente alle vendite, un commerciante. Sono ruoli che ho ricoperto e qualcuno mi ha conosciuto così.
Ci sono anche quelli che parleranno di un tipo losco, uno che viveva coi delinquenti per strada, uno contornato di "brutta gente". Ho vissuto per cinque anni insieme ai "predatori urbani" per studiarli nel loro habitat.
Potrei continuare ancora, ma quello che sfugge a tutti questi interlocutori confusi, è il filo conduttore di tutto questo cammino.
Sfugge loro chi io sia realmente, mentre disperatamente cercano di etichettarmi per potermi stereotipizzare economizzando, così, il pensiero.
Sono stato un bambino che ha scelto una strada di ricerca in salita e poco battuta, fatta di esperienze dirette, sul campo, sulla pelle e di studio. Quel bambino è cresciuto.
Tutte quelle diverse versioni di me che hanno conosciuto i nostri immaginari interlocutori sono semplicemente le mie esperienze finalizzate ad un unico invisibile percorso di ricerca.
Perchè? Ho sentito da sempre il mio ruolo come quello di "pre digeritore": quando una persona a me cara manifestava il desiderio di ottenere qualcosa, il mio desiderio era quello di fare da ponte tra i due mondi, di poter conoscere mille di quella cosa per poterle dare solo il dieci che le serviva.
La mia ricerca nello street fighting cominciata a tredici anni, quando ancora non se ne sentiva parlare da nessuna parte, nasceva proprio dal desiderio di dare a chi non aveva come me la passione per le arti marziali, gli strumenti necessari e senza fronzoli per poter combattere, difendersi.
Un grosso problema che ho incontrato nella mia vita è stato che quando mostravo anche involontariamente i risultati del mio percorso che ,tengo a sottolinearlo, non è stato indolore, le persone tendevano ad invidiarmi o a mitizzarmi.
Io non sono nessuno, non so fare nulla che non possa essere riprodotto da chiunque altro, e la Via del Lupo è proprio il mio tentativo di trasmettere ciò che ho imparato sulla pelle, evitando a chi interessato i vicoli ciechi e i tratti di strada inutili, risparmiando così tempo, tanto tempo, e denaro, tanto denaro.
Le persone che a volte mi hanno "invidiato", certo non invidieranno il fatto che da dodici anni non vado in vacanza, perchè ho speso ogni risorsa economica e di tempo per la mia ricerca continua e non ricompensata da nessun titolo accademico.
Quello che vorrei dire a tutti quelli che, conoscendomi, hanno pensato con invidia o ammirazione che fossi speciale... è questo: non sono speciale, tutto ciò che ho imparato ad essere in anni, posso insegnarti ad esserlo in mesi.
Quello che faccio io lo puoi fare meglio di me, ma non posso prenderti in braccio: posso indicarti la strada esatta, ma devi percorrerla tu.
Questo sono: un sopravvissuto ad esperienze e situazioni che potrebbero essere a senso unico, che dopo essere stato esploratore a proprio rischio, decide di fare da guida, una sorta di ponte tra due mondi altrimenti raggiungibili soltanto a costo di molte inutili fatiche.
Perchè ho deciso di mettermi proprio adesso, a trent'anni, a formare gli altri invece che continuare sulla mia strada da solo?
In effetti credevo, contrariamente ai tanti che dopo un quinquennio di studi si mettono a dare consigli ad altri su cose che hanno soltanto letto sui libri, che il momento giusto per dare e smettere di prendere soltanto sarebbe arrivato intorno ai cinquanta o sessant'anni.
"C'è un tempo per leggere ed un tempo per scrivere" rispondevo a quanti mi chiedevano di insegnare agli altri, di scrivere dei corsi.
Un incidente in moto, causato da un pirata, mi ha fatto riflettere su quanto in realtà la vita sia fugace: se dovessi morire prima dei cinquanta, cos'avrei lasciato di tutto ciò agli altri?
A cosa sarebbe servito?
Per questo, pur rimanendo l'eterno studente che sono, ho deciso di trasmettere tutto ciò che ho distillato fino ad ora, tenendo per me gli scarti e i molti tentativi inutili.
La Via del Lupo, è questo percorso. Non è un percorso verso di me, o verso ciò che sono.
Ma verso se stessi, verso ciò che si è e si può realizzare.